Ombre tra i Serpenti
Nei giorni più bui della seconda guerra magica, Ilary Smith, una mezzosangue di Slytherin, lotta per sopravvivere tra i giochi di potere dei Mangiamorte. Legata a Theodore Nott, un ragazzo segnato dal Marchio Nero, e osservata dal sinistro Mattheo Riddle e dal folle Barty Crouch Jr., Ilary deve scegliere tra lealtà e sopravvivenza. Un bacio rubato, un tradimento e una fuga disperata la porteranno a consegnare a Silente prove cruciali, ma al prezzo della vita di Theodore. Una storia di amore e tragedia nelle ombre di Hogwarts.
Il freddo di novembre si insinuava attraverso le vecchie pietre di Hogwarts, portando con sé l'odore di umido e di cenere. Ilary Smith stringeva il suo libro di Pozioni contro il petto, camminando spedita lungo i corridoi del seminterrato di Slytherin. Le torce oscillavano, proiettando ombre danzanti sulle pareti di pietra. Era tardi, e i suoi compagni di casa erano già a letto, ma lei non riusciva a dormire. Da quando la guerra si era intensificata, la comune dei Serpeverde era diventata un covo di sussurri e complotti. E lei, mezzosangue, sapeva di camminare su un filo sottile.
Svoltò l'angolo e quasi si scontrò con Theodore Nott. Alto, magro, con gli occhi scuri e gelidi come la pietra nera della caverna, Theodore la fissò senza espressione.
«Smith. Dovresti essere a letto.» La sua voce era piatta, priva di emozione.
«Potrei dire lo stesso di te, Nott. O sei in servizio di guardia per il nostro nuovo... ospite?» Ilary fece un cenno vago verso le segrete più profonde, dove Barty Crouch Jr. era stato nascosto dopo la sua fuga. Non che lei dovesse saperlo; ma in Slytherin i segreti erano moneta corrente.
Theodore socchiuse gli occhi. «Non è affar tuo.»
«Tutto ciò che riguarda la nostra casa è affar mio, Nott. Ricordi? Il Prefetto.» Ilary tirò fuori il distintivo con aria di sfida. Non le piaceva usare la posizione, ma con Theodore l'unico linguaggio che capiva era la forza.
Lui rise, un suono secco e amaro. «Un Prefetto mezzosangue in Slytherin. Che ironia. Sei solo una pedina, Smith. Il Signore Oscuro pulirà questo castello da ogni impurità, e tu sarai la prima a cadere.»
«Forse. Ma tu sarai ancora un vigliacco che uccide per paura.» Ilary passò oltre, sentendo il suo sguardo sulla nuca.
Tornata nel dormitorio, si sedette sul bordo del letto a baldacchino verde. La sua compagna di stanza, Daphne Greengrass, dormiva placidamente. Ilary non poteva biasimarla: la guerra era lontana, finché non bussava alla porta. Ma Ilary aveva visto le cicatrici sul braccio di Theodore durante l'estate, quando si era tolto la veste per un duello improvvisato nel bosco. Il Marchio Nero. Non ne aveva parlato con nessuno, ma sapeva che il tempo stringeva.
Nei giorni seguenti, l'atmosfera divenne più tesa. Mattheo Riddle faceva la sua comparsa a Hogwarts, ufficialmente come studente del settimo anno, ma tutti sapevano che era il figlio di Voldemort, cresciuto nell'ombra, temuto anche dai più fedeli. Alto, bello come una statua di ghiaccio, con gli occhi rossastri che sembravano traforare l'anima. Si sedeva in fondo alla Sala Grande, circondato da un alone di silenzio.
Ilary evitava il suo sguardo, ma una sera, durante una riunione dei Prefetti, lui si avvicinò con passo felino. «Smith. Ho sentito che sei brava in Pozioni. Il Professor Lumacorno mi ha parlato di te.»
Ilary annuì, controllando il battito accelerato. «Mi piace la materia.»
«Forse potresti aiutarmi con un progetto personale. Una pozione sperimentale.» Il sorriso di Mattheo non raggiungeva i suoi occhi. «Ti farò sapere.»
Non era un invito. Era un ordine. Ilary sentì un brivido lungo la schiena.
Nel laboratorio di Pozioni, una notte, incontrò Theodore. Era lì, a mescolare un intruglio violaceo. «Sei in debito con me», disse senza alzare lo sguardo.
«Cosa?»
«La tua amicizia con quella mezzosangue, la Brown? L'ho tenuta fuori dai guai con i Mangiamorte. Ma non potrò sempre proteggerti.»
Ilary sbuffò. «Non ti ho chiesto di proteggermi, Nott. E non ho bisogno del tuo aiuto.»
«Oh, ne hai bisogno. Più di quanto credi. Il Signore Oscuro ha messo gli occhi su di te. Vuole che tu entri nei suoi ranghi. Mattheo è qui per questo.»
«E tu cosa ne sai?»
«So che se rifiuterai, morirai. O peggio.» Theodore si avvicinò, e per la prima volta Ilary vide qualcosa di diverso nei suoi occhi: paura. «Io... non voglio che tu muoia.»
Era quasi un sussurro. Ilary trattenne il respiro. «Perché?»
«Perché sei l'unica che mi fa sentire ancora umano.»
Il bacio fu improvviso, disperato. Le labbra di Theodore erano fredde, ma il suo corpo tremava. Ilary lo respinse dopo un istante, il cuore in gola.
«Non posso. Sei un Mangiamorte. Sei il nemico.»
«Lo so. Ma non posso tornare indietro.»
Si lasciarono cadere in un silenzio carico di tensione. Poi, rumore di passi. Barty Crouch Jr. entrò, zoppicando leggermente, con un occhio impazzito. «Bambini, bambini... giochi pericolosi. Il Signore Oscuro non approverà.»
Theodore si frappose tra lui e Ilary. «Stavamo solo parlando, Crouch.»
«Certo, certo. Ma lei sa troppo. O si unisce o muore.» Barty sguainò la bacchetta.
Ilary reagì d'istinto: «Expelliarmus!» Il disarma colpì Crouch al petto, ma lui rise.
«Brava, Smith. Sei fatta dello stesso legno. Peccato che il legno debba bruciare.»
Poi Theodore fece qualcosa di inaspettato. Si girò e lanciò un Incarcerem contro Crouch, legandolo a una sedia. «Corri, Ilary. Corri e non tornare.»
Lei esitò. «E tu?»
«Io sono già perduto. Ma tu puoi ancora salvarti. Porta queste informazioni a Silente.» Le lanciò una pergamena. «Prove dei piani del Signore Oscuro.»
Ilary afferrò la pergamena e fuggì, sentendo le urla di Crouch e il sibilo di un Avada Kedavra alle sue spalle.
Arrivò in Infermeria, dove Silente la stava aspettando, come se avesse sempre saputo. Consegnò la pergamena con mani tremanti.
«Grazie, signorina Smith. Ha fatto la scelta giusta.»
Ilary scosse la testa. «Non so se sia giusta. Ho tradito la mia casa, i miei amici...»
«A volte l'amicizia è la maschera della paura. Lei ha scelto il coraggio.»
Ma mentre Silente parlava, Ilary guardava fuori dalla finestra, il cielo scuro d'inverno. Da qualche parte, Theodore giaceva morto. E lei non poteva piangere. Non ancora.
La guerra continuava, ma una parte di lei era già morta, sepolta tra le ombre dei Serpeverde.
Dettagli della storia
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