Sotto la Luna Piena

Dopo una notte di caccia infestata da una cortigiana zombie e da un incantesimo d'amore, Wei Wuxian e Lan Zhan scoprono che il vero legame tra loro è molto più antico e potente di qualsiasi magia.

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La luna piena faceva entrare un sacco di luce dalla finestra della locanda, tutta argentata, che imbiancava le assi consumate del pavimento e la coperta grezza del letto. Fuori, il villaggio era silenzioso, quel silenzio che arriva dopo una caccia notturna. Ma dentro la stanza l'aria pesava, piena di qualcosa che non era solo stanchezza.

Wei Wuxian si grattò la nuca. Aveva ancora la sensazione di formiche sotto la pelle, nonostante si fosse tolto la sopravveste piena di fango e sangue secco. Adesso era in tunica chiara, con un avambraccio scoperto. Non riusciva a stare fermo. Ogni volta che chiudeva gli occhi, rivedeva quella maledetta cortigiana zombie che ondeggiava i fianchi, che lo chiamava con dita spettrali, che prometteva piaceri eterni mentre gli artigli puntavano dritti al collo dei cacciatori.

«Fratello Lan» disse. La voce gli uscì più rauca del previsto. Si schiarì la gola. «Dormi?»

Lan Zhan era seduto sul bordo del letto, schiena dritta come un bambù, occhi chiusi in meditazione. Ma le dita, lunghe e bianche, stringevano Bichen in un modo che Wei Wuxian conosceva bene. Non era calmo. Era teso, come una corda d'arco pronta a scattare.

«No.»

Lan Zhan aprì gli occhi, e Wei Wuxian sentì un colpo allo stomaco. Di solito erano limpidi, glaciali, laghi di giada gelata. Stasera no. Erano scuri. Le pupille dilatate mangiavano l'iride, e sotto quella superficie di controllo d'acciaio c'era qualcosa di affamato.

«Anche tu, eh?» mormorò Wei Wuxian avvicinandosi. I piedi sulla paglia non facevano rumore, come una tigre che si avvicina alla preda. «Quella cosa. Il suo qi era... strano. Non credo fosse solo un cadavere in putrefazione.»

Lan Zhan annuì, appena. «Un talismano di seduzione. Antico. Pericoloso.»

«Ah, quindi l'hai sentito.» Wei Wuxian si fermò a un passo. La stanza era piccola, ma in quel momento lo spazio tra i loro corpi sembrava un abisso. «Io... non mi sento me stesso, Lan Zhan. Ho caldo. E quando ti guardo...»

Non finì la frase. Non serviva. Nell'aria ferma della locanda, il desiderio era più tangibile del fumo dell'incenso.

Lan Zhan si alzò. Il movimento fu fluido, controllato, ma Wei Wuxian vide quell'esitazione di una frazione di secondo. Vide le sue nocche sbiancare sull'elsa. Vide il suo petto alzarsi e abbassarsi in un respiro più profondo del dovuto.

«Stiamo subendo gli effetti» disse Lan Zhan, voce piatta ma crepata ai bordi.

«Lo so.» Wei Wuxian alzò una mano, le dita tremanti a un soffio dalla guancia di Lan Zhan. «Ma questo tra noi... non è cominciato stasera, vero?»

Il silenzio parlò per loro.

Lan Zhan chiuse gli occhi. Quando li riaprì, le barriere erano cadute. Sembrava esausto, ma anche meravigliosamente umano.

«No.»

E poi, come se le parole avessero tagliato l'ultima corda che li tratteneva, Wei Wuxian si chinò e lo baciò.

Il contatto fu fulmineo e struggente. Le labbra di Lan Zhan erano morbide, più morbide di quanto avesse mai immaginato, e sapevano di tè e di luna. Wei Wuxian gli afferrò i lembi della veste, tirandolo contro di sé, e sentì un gemito salirgli dal petto quando Lan Zhan rispose. Non con esitazione. Con una resa totale, disperata, come se anche lui stesse annegando e Wei Wuxian fosse l'unica aria.

«Lan Zhan» sussurrò contro la sua bocca. «Lan Zhan, Lan Zhan, sei così bello. Lo sai? Lo sai da quanto tempo voglio farlo?»

Una mano gli artigliò la nuca, dita forti tra i suoi capelli. Lan Zhan lo baciò più forte, quasi rabbioso, come per zittirlo. Wei Wuxian rise, ma fu un suono rotto e affannato.

Incespicarono verso il letto. Le loro dita si intrecciarono, si scontrarono, lottarono con nodi di stoffa e cinture ingarbugliate. La tunica di Lan Zhan scivolò dalle spalle, rivelando una pelle chiara come porcellana, scolpita da anni di allenamento. Wei Wuxian si fermò a guardarlo.

Non era mai stato così vicino. Non aveva mai visto Lan Zhan in questo modo: vulnerabile, ardente, con gli occhi neri di desiderio e il respiro corto. La Seconda Giada di Gusu, il perfetto Hanguang-jun, ridotto a un uomo che lo guardava come se fosse l'unica cosa al mondo.

«Sei sicuro?» chiese Lan Zhan. La voce bassa, tremante, ma ferma.

Wei Wuxian gli prese il viso tra le mani. «Mai stato più sicuro di niente.»

Si baciarono di nuovo, più lenti questa volta. Wei Wuxian esplorò la bocca di Lan Zhan come se fosse un territorio sconosciuto e sacro, mordicchiandogli il labbro inferiore, passando la lingua lungo il bordo dei denti. Lan Zhan sospirò, un suono così intimo che Wei Wuxian lo sentì vibrare nel petto.

Si svestirono a vicenda con tocchi goffi e impazienti. Quando furono nudi, pelle contro pelle, Wei Wuxian rabbrividì. Lan Zhan era caldo. Caldo e solido e profumava di sandalo e di notte. Lo spinse dolcemente sul materasso, coprendolo con il suo corpo.

«Non l'ho mai fatto» ammise Wei Wuxian, la fronte appoggiata a quella di Lan Zhan. «Con nessuno. E tu?»

«Neanche io.»

Wei Wuxian rise, un suono soffocato. «Allora saremo stupidi insieme.»

«Non c'è nessun altro con cui vorrei esserlo.»

Le parole colpirono Wei Wuxian dritte al cuore. Non seppe cosa rispondere, così lo baciò sulla fronte, sul naso, sulla punta del mento. Lan Zhan chiuse gli occhi e si abbandonò al tocco, le mani che gli scivolavano lungo la schiena, tracciando sentieri di fuoco.

Scese più in basso. La sua bocca seguì il collo di Lan Zhan, la clavicola, il petto. Sotto le sue labbra, il cuore di Lan Zhan batteva come un tamburo. Wei Wuxian ne fu inebriato. Tutta quella compostezza, tutto quel controllo, in frantumi sotto di lui. Per lui.

«Fratello Lan» mormorò, e la voce gli uscì piena di riverenza. «Posso? Ti va bene?»

Una mano gli afferrò i capelli, tirandolo su fino a guardarlo negli occhi. «Ti prego.»

Il mondo si ridusse a quel letto. Dita che si cercavano, respiri che si mescolavano, sospiri che diventavano gemiti. Wei Wuxian fu cauto all'inizio, quasi esitante, ma Lan Zhan lo spinse avanti con tocchi sicuri e baci insistenti. Fecero l'amore con la lentezza dell'acqua che scorre: ogni carezza una promessa, ogni movimento una scoperta.

Quando finalmente si unirono, Wei Wuxian sentì un dolore acuto e dolce, ma più forte di tutto fu il calore di Lan Zhan che lo avvolgeva, la sua voce che mormorava il suo nome come una preghiera. Si mossero insieme senza ritmo, senza grazia, ma perfetti. Perfetti perché erano loro. Perché nessun altro esisteva.

Wei Wuxian scoppiò in lacrime a metà. Non se ne accorse nemmeno finché Lan Zhan non gliele leccò via dalle guance.

«Non piangere.»

«Sono felice» singhiozzò. «Sono così felice.»

Lan Zhan lo strinse più forte, sepolto nel suo corpo e nella sua anima, e lo baciò finché le lacrime non si fermarono.

Il resto della notte fu un susseguirsi di risate sommesse e sospiri esausti, di corpi accoccolati e mani intrecciate. Quando l'alba cominciò a tingere il cielo di rosa, dormivano abbracciati, nudi e vulnerabili, come due cuccioli alla loro prima volta.

Wei Wuxian si svegliò con la coscienza che tornava a fatica, come se emergesse da un sogno troppo bello. Il braccio di Lan Zhan era cinto intorno alla sua vita, il viso affondato nei suoi capelli sciolti. Russava. Russava leggermente. La perfezione fatta Hanguang-jun, immacolata e incrollabile, russava dolcemente contro la sua nuca.

Un sorriso gli si allargò sul viso. Poi si bloccò.

La mente, offuscata dalla beatitudine, cominciò a funzionare. I ricordi della sera prima: la caccia, la cortigiana zombie, quel lampo rosso nei suoi occhi mentre alzava il talismano. Wei Wuxian si mise a sedere di scatto, svegliando Lan Zhan di soprassalto.

«Che c'è?»

«Lan Zhan.» Wei Wuxian si portò una mano al petto. Il cuore batteva forte, ma non di amore: di paura. «Lan Zhan, quella cosa. La cortigiana. Usava magia di seduzione. E se... se quello che abbiamo provato stanotte...»

Non riuscì a finire.

Lan Zhan lo guardò. I suoi occhi, limpidi alla luce del mattino, si fecero comprensivi. Si mise seduto, senza preoccuparsi del lenzuolo che scivolava via, e gli prese le mani.

«Ne parleremo.»

«Ma se fosse solo l'effetto di un incantesimo? Se non fosse reale?» La voce di Wei Wuxian si incrinò. «Se ti ho costretto... se ti ho costretto a fare cose che non volevi perché la magia ti aveva annebbiato il giudizio...»

«Non mi hai costretto a nulla.»

«Non lo sai!»

Lo disse con tale veemenza che Lan Zhan sussultò. Wei Wuxian si coprì il viso con le mani, le spalle scosse da un tremito. Era una possibilità che non riusciva ad accettare: che tutto quel calore, quella tenerezza, fossero solo bugie orchestrate dalla magia nera.

«Torniamo sul posto» disse Lan Zhan con calma. «Indaghiamo.»

La locanda era a un'ora di cammino dal campo di battaglia. L'alba era chiara, il villaggio si stava svegliando, ma loro due camminavano in un silenzio diverso, quello imbarazzato di chi ha visto l'altro nudo e non sa se guardarlo negli occhi.

Il campo era deserto. Il corpo della cortigiana zombie era stato cremato, ma le ceneri erano ancora lì, intrise di qi residuo. Wei Wuxian si inginocchiò, estraendo un talismano investigativo.

«Rivela verità» mormorò. La carta volò sulle ceneri, assorbendo le tracce spirituali, e si illuminò di rosso. Wei Wuxian la lesse, e il suo viso sbiancò.

«Influenza di legame emozionale» tradusse. «Potenzia i sentimenti latenti. Non li crea.»

Lan Zhan si chinò accanto a lui. «Significa che...»

«Che quello che abbiamo sentito era autentico.» Wei Wuxian lo guardò, occhi spalancati. «La magia ci ha solo fatto abbassare le difese. Ci ha permesso di fare ciò che volevamo già fare, ma senza paure.»

Il silenzio che seguì fu diverso dai precedenti. Non era imbarazzo. Era comprensione.

Lan Zhan gli prese il mento e lo costrinse a guardarlo.

«Io ti amo.»

Wei Wuxian sentì il mondo fermarsi.

«Io ti amo da anni» continuò Lan Zhan, e la sua voce era così ferma, così certa, che non c'era spazio per il dubbio. «Da quando hai rubato il pollo del capo dei Discepoli. Da quando hai sorriso mentre lanciavi un talismano esplosivo nel lago dei pesci koi. Da quando hai detto che la regola seicentonovantaquattro sul non sbadigliare in pubblico era ridicola.»

Wei Wuxian rise, ma la risata si trasformò in un singhiozzo. «Sei ridicolo.»

«Sì.»

Lan Zhan lo baciò. Era un bacio dolce, lento, intriso di anni di desiderio represso.

«E ora» disse quando si staccò «ti chiedo: cosa vuoi?»

Wei Wuxian lo guardò. Il sole stava sorgendo, e la luce dorata baciava il volto di Lan Zhan, incorniciandolo come un dipinto. L'uomo che aveva desiderato in segreto per anni. L'uomo che aveva dominato i suoi sogni notturni e i suoi pensieri diurni.

«Voglio te» disse. «Senza magia. Senza scuse. Solo io e te.»

Lan Zhan sorrise. Sorrise, e fu come vedere un fiore sbocciare in inverno.

Il ritorno alla locanda fu più leggero. Le loro dita si sfioravano mentre camminavano, e a un certo punto Wei Wuxian non resistette e intrecciò le loro mani. Lan Zhan lo strinse forte.

«Andiamo a mangiare» propose Wei Wuxian. «Ho sentito che la locanda fa dei ravioli al vapore pazzeschi.»

«Alle otto del mattino?»

«L'amore vero non ha orari, Lan Zhan.»

Lan Zhan sbuffò, ma non era una risata. Era quasi una risata.

«Allora ravioli.»

E mentre si sedevano al tavolo della locanda, mentre il vapore dei ravioli saliva tra loro, mentre le loro mani si cercavano sotto la superficie del legno, Wei Wuxian pensò che forse, per una volta, la fortuna era stata dalla sua parte.

«Ehi, Lan Zhan.»

«Mmh?»

«Grazie.»

Lan Zhan alzò un sopracciglio. «Per cosa?»

«Per essere stato il mio primo.»

Lan Zhan abbassò lo sguardo, ma Wei Wuxian vide il rossore che gli coloriva le orecchie.

«Il mio anche tu.»

Wei Wuxian si sporse attraverso il tavolo, incurante dei clienti che li guardavano, e depositò un bacio sulla tempia di Lan Zhan.

«Allora siamo pari.»

La vita era strana, a volte. Avevano combattuto mostri, inseguito zombie, rischiato la vita. E alla fine, l'amore era arrivato nel modo più inaspettato: tra le braccia di una notte di luna piena, sotto l'influenza di un incantesimo d'amore.

Ma non importava. Perché il cuore di Lan Zhan, in fondo, era suo da molto prima che la cortigiana alzasse il suo primo talismano.

E il suo cuore, anche, apparteneva a Lan Zhan.

Finirono i ravioli, pagarono il conto, e mentre uscivano dalla locanda con le mani intrecciate e il futuro davanti, Wei Wuxian pensò che non c'era magia al mondo più potente di due cuori che battono all'unisono.

«Da dove cominciamo?» chiese.

Lan Zhan lo guardò, gli occhi pieni di una promessa antica come il mondo.

«Dall'inizio.»

E insieme, sotto il sole nascente di una nuova alba, iniziarono.

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ストーリーの詳細

キャラクター: Wei Wuxian e Lan Zhan
トーン: Romantic
長さ: ロング
生成元: FanFicGen AI

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